quadri

Quadri 1.0: il progetto

Il progetto "Quadri", di M Baglini e GA L'Abbate, rielabora in termini multimediali la suite per pianoforte di Mussorgski intitolata "Quadri di un'esposizione". La composizione del musicista russo trascrive, in musica, una mostra di pittura descrivendo i temi delle singole tele e la loro disposizione all'interno dello spazio espositivo. I brani sono suddivisi in quadri e passeggiate: i quadri descrivono le opere pittoriche mentre le passeggiate, rappresentando lo spostarsi del visitatore da un ambiente all'altro, descrivono la struttura dello spazio espositivo.

Il progetto si compone di tanti ambienti grafici quanti sono i brani della suite e di una mappa interattiva dello spazio espositivo. Gli ambienti grafici creati sulla base dei temi musicali, pur seguendo una procedura inversa rispetto a quella del compositore russo, offrono una nuova scenografia che ha poco a che vedere con le opere di Hartmann. D'altro canto la mappa interattiva, ispirata alla struttura della suite, svolge anche un ruolo "educativo" nel sottolineare l'organizzazione spaziale insita nella suite di Mussorgski.

Navigazione

L'interazione con l'opera digitale permette una libera esplorazione dello spazio espositivo che non necessariamente segue lo schema sequenziale proprio dell'opera musicale. L'interfaccia grafica rappresenta la piantina 2D dello spazio espositivo composto di 5 sale. Gli strumenti di navigazione permettono di conoscere il nome del brano e la sua ubicazione spaziale. I quadri sono disposti nelle sale mentre le passeggiate indicano lo spostamento verso una certa sala. Cliccando sull'area delimitante una sala si attiva la "passeggiata" che permette di raggiungere la sala stessa. Questo meccanismo consente di offrire un ulteriore struttura di navigazione a stella che a partire da un centro immaginario consente, tramite le "passeggiate", di visitare le varie stanze. Si offre inoltre la possibilità di scorrere e selezionare i brani desiderati ma questa non è certo una novità.

Quadri, colori, loop e suoni

Questa sezione raccoglie le impressioni ed i commenti degli autori.

Le didascalie di Maurizio Baglini

Passeggiata: disegno ritmico melodico ricorrente, vero e proprio collante della Suite, simboleggia lo spostarsi da un ambiente all'altro e quindi fra un gruppo di quadri e l’ altro  durante la visita alla mostra dell’ architetto Viktor Hartmann ( 1842 – 1873 ), mostra che funge da vera e propria cellula creatrice della grande architettura musicale. La si può concepire come la logica sequenza della vita, con la propria caducità.

Gnomus: creatura orribile proveniente dagli Inferi, mostruosa, pesante, in contrasto con l’ esigenza dello gnomo visto come folletto.

Passeggiata: riflessiva, quasi come tramortita dalla violenza del precedente Gnomus.

Il vecchio Castello: serenata trobadorica  della Francia medioevale  : immaginando il canto in lingua d’ oc o lingua d’ oïl, a scelta dell’ interprete si può simboleggiare un castello provenzale piuttosto che un castello nordico. Scura, amara, dolorosa.

Passeggiata: viva, pesante, fa uscire l’ascoltatore dalla depressione ipnotica del Vecchio Castello.

Tuileries: giochi di bambini capricciosi, viziati e poco generosi nel quadro decadente dei giardini del Louvre.

Bydlo: carro contadino dalle ruote pesanti, lo può interpretare , anticipando la storia, come un carro di deportazione con ruote “ quadrate “, dove lo spostamento è faticoso e più che alla salvezza porta ad una nuova diaspora. E’ un quadro di guerra.

Passeggiata: tristemente onirica, ancora racchiusa nel torpore impostole dal precedente quadro.

Balletto dei pulcini nei loro gusci: la nascita vista come apertura alla vita, la vita crudele che brucia presto tante speranze di prosecuzione generazionale.

Samuel Goldenberg e Schmuyle: due ebrei, uno ricco e uno povero, con il problema della trattativa di mercato e l’ inevitabile, schiacciante vittoria del ricco ! Violentissimo impatto drammatico.

Passeggiata: si apre la seconda parte della Suite, con una passeggiata quasi identica a quella di apertura , ma con maggior influenza sulla necessità di sonorità dirompenti.

Il mercato di Limoges: scena del mercato piena di mercanti ciarloni, che attraggono i passanti trattando poi cosi’ come avevano fatto i due ebrei: ma il mercante non può necessariamente vincere su tutti i clienti , quindi a volte si accontenta pur di sopravvivere !

Catacombae: di nuovo il senso della vita, alla quale segue sempre la morte. Chiarissima scena spettrale di sepolcri romani. Irreale l’ atmosfera di buio , incalzante destino.

Baba – Jaga:  Strega perfida e cattiva, feroce nello spaventare le genti nel loro corso naturale della vita. Vita simboleggiata dalla passeggiata presente con sinistre campane inquietanti .

La grande Porta di Kiev: in realtà non fu mai costruita, ma il quadro rende perfettamente l’ idea di megalomania tipica della natura umana , ambizione eccessiva castrata comunque dalla caducità delle cose e della vita stessa.

Le didascalie di Giuseppe Andrea L'Abbate:

Gli elementi grafici del progetto creano una sorta di spazio scenografico per l'ascolto della suite e per la comprensione della sua struttura. Nel rispetto di questa impostazione e dei vincoli di "leggerezza" imposti dal web, le singole scene, siano esse passeggiate o quadri, sviluppano un tema affine al brano musicale ed allo spirito dell'opera utilizzando cicli ripetitivi ed effetti casuali. La scena, pur variando continuamente in modo casuale, risulta nella sostanza invariante. Si ottiene così un quadro-video, un quadro dinamico, che non ha una struttura narrativa associata allo sviluppo temporale del brano musicale.

Passeggiate: un uomo cammina nello spazio espositivo, museale, accompagnato dalle sue paure e dalle sue speranze. Il percorso sequenziale insito nell'opera può essere interpretato come lo scorrere della vita che viene descritto grazie allo sviluppo lirico dei temi delle singole tele ed alle passaggiate che in questa metafora rappresentano il passaggio da una fase alla l'altra della vita.

Quadri:.tutti i quadri sono identificati dalla presenza di almeno una cornice, che può contenere un immagine od uno specchio, all'interno dello scena.

Gnomus: il bosco delle paure dell'infanzia .

Il vecchio Castello: si sviluppa il tema della serenata alla "bella castellana" rendendo omaggio alla musica ed in particolare al pianoforte.

Tuileries: i giardini di domani, con bambini di terracotta e architteture brulicanti.

Bydlo: gli aspetti neri della vita, guerra, deportazione.

Balletto dei pulcini nei loro gusci: omaggio alla pittura.

Samuel Goldenberg e Schmuyle: le caste e l'indifferenza.

Il mercato di Limoges: il mercato del lavoro e della comunicazione.

Catacombae: in tema di morte, riferimento ed omaggio all'opera pittorica di Hartmann.

Baba – Jaga:  count down, la foresta del tempo che passa.

La grande Porta di Kiev: oltre la nostra breve vita di libellula lo spazio aureo delle nostre speranze per un eterno passato.

L'opera musicale

La suite per pianoforte di Mussorgski intitolata "Quadri di un esposizione" descrive, in musica, la visita dell'autore ad una mostra del pittore russo Hartmann.

Quadri di un'esposizione

Nel 1874 fu allestita a Mosca una mostra dedicata ai lavori del pittore e architetto russo Victor Alexandrovich Hartmann, morto improvvisamente l'anno precedente a soli 39 anni. Mussorgski colpito dai lavori del defunto amico decise di mettere in musica le sensazioni che aveva provato componendo una suite per pianoforte che intitolò "Quadri di un'esposizione". L'opera presentava caratteri fortemente sperimentali e fu pubblicata postuma.

La Suite è composta da quindici brani, dieci ispirati alle tele del pittore e cinque promenades (passeggiate), che rappresentano il movimento dell'osservatore all'interno dell'ambiente espositivo, da una sala all'altra. Ogni passaggiata "conduce" ad uno dei cinque ambienti espositivi caratterizzato da un certo numero di tele. Le promenades (non tutte intitolate così nell'originale, ma chiaramente riconoscibili) presentano sempre lo stesso tema, con variazioni più o meno sensibili, quasi a far risaltare i diversi stati d'animo che pervadono il compositore. La ripetizione del tema funge inoltre di elemento di coesione in una composizione altrimenti episodica, basata sui forti contrasti tra un soggetto e l'altro.

La notorietà di questa suite dipende in modo significativo dalla versione per orchestra di Maurice Ravel, frutto di un accuratissimo lavoro di orchestrazione, eseguita in prima assoluta nel 1929.

M P Mussorgski

Modest Petrovič Musorgskij (Pskov, Russia, 21 marzo 1839 – Pietroburgo, Russia, 28 marzo 1881) è stato un musicista russo. Compositore dello stile romantico, è da ricordare come un appartenente al cosiddetto "Gruppo dei Cinque" (compositori che alla loro musica conferivano un'impronta nazionale, e anche nazionalista, intesa come riscoperta delle musiche russe tradizionali e del loro impatto sulla cultura nazionale). I suoi brani, come vuole il romanticismo, esprimono l'inquietudine dell'uomo, le sue opere sono state sempre abbastanza macabre e tristi (da ricordare: Canzone e danza dei morti o Una notte sul Monte Calvo). Il suo capolavoro è l'opera lirica "Boris Godunov", l'unico suo melodramma rappresentato mentre era ancora in vita, mentre le successive "Khovanshchina" e "La Fiera di Sorocinskij" sono rimaste incompiute alla sua morte, e completate e/o orchestrate da altri musicisti russi (Nikolaj Rimskij-Korsakov il più noto), nelle cui versioni vengono oggi messe in scena. Il suo progetto più noto sono forse invece i "Quadri di un'esposizione", una descrizione musicale che Musorgskij dà a dei quadri dell'amico artista Victor Hartman, suite per pianoforte nella versione originale, orchestrata successivamente dal celebre compositore francese Maurice Ravel. Una versione moderna dell'opera è stata effettuata dal gruppo rock progressive degli "Emerson,Lake and Palmer".

V Hartmann

Victor Hartmann ...